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MAURO PIPANI – Über die Ferne
5 Novembre 202417 settembre - 27 ottobre 2024
a cura di: Flaminio Gualdoni

“L’idea di Gina Pane era che, per parlare del corpo, fosse necessario in un certo modo aprirlo agli altri, mostrare tutta la carne e tutto il sangue di cui è fatto. È così che è arrivata alla ferita”, ha scritto nel 1981 François Pluchart, il critico francese che dai primissimi anni Settanta ha teorizzato, sulla sua rivista “ArTitudes”, l’art corporel.
Non si trattava solo di mettere in scena azioni e situazioni di tipo variamente atipico o spettacolare, come pure altri artisti, catalogati normalmente in seno alla body art, praticavano. L’art corporel, i cui autori sono principalmente i francesi Gina Pane e Michel Journiac, presuppone l’identificazione del corpo dell’artista e quello dello spettatore, che vive come propria la violazione del corpo dell’artista, la visione del suo sangue.
Le azioni principali di Gina Pane (1939-1990), che occupano la stagione cruciale del suo lavoro, sono documentate ora in una mostra preziosa alla Galleria Monopoli di Milano, che ne raccoglie le
testimonianze fotografiche originali, accompagnate da schizzi e disegni che fungevano, per l’autrice, da appunti di invenzione e da storyboard del progetto.
Si conferma, a oltre cinquant’anni dalle azioni, la rilevanza fondamentale delle pratiche dell’artista, e la centralità iconica del suo lavoro.
La mostra è accompagnata da un catalogo, a cura di Flaminio Gualdoni, che ricostruisce il ruolo di Gina Pane e dell’art corporel tutto nel dibattito d’allora.